MARRUVIUM
Terzo classificato nel concorso in due fasi “Marruvium” – Nuova Scuola/Civic Center, San Benedetto dei Marsi [ AQ ], 2018
In collaborazione con Arch. Claudia Cavallo
“Hey! Teachers! Leave them kids alone” – Pink Floyd, Another brick in the wall

Il progetto per la scuola integrata Marruvium si propone come una nuova centralità urbana preposta alla valorizzazione della zona di inserimento, alla creazione di luoghi per la formazione del bambino, del ragazzo e del cittadino di ogni età. L’ edificio è un nuovo punto di riferimento e identificazione della cittadinanza, pertanto le scelte architettoniche e tecniche partono da intenzionali connessioni semantiche agli edifici, tessuti e monumenti rappresentativi della storia e della cultura del luogo; connessioni attuate attraverso le forme, le spazialità e la scelta dei materiali.
Dal punto di vista volumetrico l’edificio si impone per la forma massiva e monumentale che richiama le preesistenze romane e assume una riconoscibilità gerarchica rispetto all’immediato contesto urbano.
Al contempo, relazionandosi agli spazi pubblici preesistenti quali l’anfiteatro e la chiesa, il nuovo edificio crea un tessuto urbano al suo interno attraverso una impostazione planimetrica tipicamente italica con due assi viari principali incrociati, con la piazza (agorà) in prossimità del loro incontro, quale gesto primario di una fondazione. La fondazione che si vuole suggerire è quella di un nuovo tipo di civiltà più consapevole, che parte dall’educazione primaria, poi media, e segue il cittadino nella sua crescita: perciò la sede offre servizi aperti alla città, per la diffusione della cultura e per lo stimolo del dialogo dell’incontro.
Gli spazi aperti alla cittadinanza sono concentrati attorno all’ingresso monumentale su Via Carducci e all’ingresso superiore da Via San Cipriano. I due atrii organizzano in maniera ordinata i flussi distinti di accesso e fruizione di scuola primaria (a piano terra) e secondaria (a piano primo), senza però rinunciare ad una relazione visiva tra i due sistemi connettivi, che passa attraverso lo scenografico impluvium di luce, e la sottostante scalinata.
Come in una città ideale in cui la piazza centrale è coadiuvata da un sistema di slarghi e piazzette di vicinato, oltre il forum centrale, attraverso un sistema di filtri permeabili si passa ad ambienti di maggiore privacy, adatti ad ospitare gli stadi intermedi di socialità che il bambino deve affrontare per rafforzare la propria consapevolezza.
Così dall’agorà civica si passa a quella degli alunni, fluidamente snodata su di un vasto asse distributivo, dal sapore contemporaneo, che collega aule, servizi, palestra e corte, e ad un tempo coglie l’occasione per essere luogo di incontro e di apprendimento continuo, trasversale alla didattica di classe. Una parete attrezzata in legno con scavi colorati separa le aule dal connettivo mentre ospita funzioni impiantistiche e giochi spaziali che modulano la semplice struttura in setti lignei per ospitare una costellazione di piccole luci, per diventare ora nicchia, ora divano… mensole e sedute di lettura, nidi di riposo, bacheche in cui scambiarsi appunti e informazioni, schermi per la proiezione di stimoli culturali audiovisivi.
Le aule didattiche sui due livelli, si attestano sulle pareti Sud-Est e Sud-Ovest, per prendere la luce migliore. Attraverso la gestione longitudinale della struttura principale i setti divisori vengono svincolati e possono aprirsi all’occorrenza per creare aule doppie adatte all’interciclo, piccole conferenze o attività rivolte ai cittadini. Ciascuna aula al piano terra è proiettata su una porzione di verde adibito ad orto didattico pensato come un espansione dell’aula stessa mentre l’asse distributivo attrezzato gode della luce diffusa e della ventilazione della corte interna.

Al piano rialzato lo scavo volumetrico per distaccarsi dalla palestra e lasciarne libera la finestratura, diventa l’occasione per creare un giardino pensile attrezzato per apprendere in forme più libere e giocose, affacciati doppiamente sulla corte al piano inferiore e a Sud, sulla città. Il tetto giardino contribuisce a garantire un microclima gradevole, partecipa all’isolamento termico e all’eliminazione dell’effetto ‘isola di calore’ nell’ala Sud dell’edificio. Sul tetto della palestra, una volte realizzato l’intervento di consolidamento strutturale, saranno collocati i pannelli fotovoltaici e, in misura minore, il solare termico.
Un approccio al progetto sostenibile parte da principi di buonsenso nella disposizione degli ambienti e nella conformazione dell’edificio stesso: in accordo con la normativa nazionale,si tiene conto della necessità di soleggiamento e relazione con il verde maggiore nelle stanze didattiche in cui gli studenti passano svariate ore al giorno, (che quindi si dispongono a Sud- Est o Sud-Ovest), mentre gli spazi introversi che prediligono una luce indiretta, come la biblioteca e l’auditorium, sono collocati a Nord. Nelle aule perimetrali una schermatura calibrata attraverso la strombatura della facciata garantisce la protezione dal sole nei mesi estivi e lascia passare i miti raggi invernali. Le grandi vetrate degli ambienti pubblici, vengono protette con tessiture di gelosie in mattoni che le uniformano al carattere dell’edificio e creano ambienti di maggior intimità e calore.

Una sapienza antica, e un riferimento all’architettura locale, guida verso la scelta di materiali naturali come il laterizio e il legno. La tecnica costruttiva massiva e la volumetria plastica che contraddistinguono le preesistenze romane e medioevali vengono declinate con tecniche attuali garantendo, oltre alla rispondenza ai requisiti di coibentazione e inerzia termica, un inserimento armonico nel tessuto urbano.


La struttura in legno (X-LAM) permetterà una grande rapidità di esecuzione e, al contempo, costituendo la divisione tra spazi didattici classici e spazio informale, garantirà un ottimo isolamento acustico, quest’ultimo coadiuvato dalla parete attrezzata, anch’essa in listelli e pannellature lignee.

Tanto le chiusure quanto le partizioni, saranno realizzate con un sistema costruttivo quasi interamente “a secco”. Rispetto ai sistemi tradizionali “ad umido” questo sistema costruttivo presenta maggiori garanzie di tempi e costi di costruzione e soprattutto ridotti impatti ambientali tanto per la produzione quanto per la produzione di polvere nella fase di cantiere, che viene drasticamente diminuita. L’uso di tecnologie “a secco” permette inoltre di realizzare un edificio molto più leggero, con riflessi importanti sulle fondazioni e sulla reazione della struttura a eventi sismici.

